Abbiamo voluto creare un vero tempio per il riposo del vino. Le strutture, dalle linee nette e decise, tagliano l’oscurità con eleganza, sorreggendo le barrique come tesori in esposizione. In questo spazio, il minimalismo non fredda l’ambiente, ma ne definisce i confini, lasciando che l’umidità, il profumo del rovere e la memoria delle volte in mattoni rimangano i veri protagonisti.
Il punto focale dell’atmosfera è affidato alla luce, protagonista di un racconto quasi magico: abbiamo studiato un’illuminazione puntuale che, nell’oscurità della cantina, ricorda il risalire leggero del perlage nei calici. Piccoli punti luminosi vibrano nello spazio, disegnando ombre lunghe che enfatizzano le prospettive delle botti e guidano lo sguardo in un percorso ipnotico.
Dal soffitto la luce riverbera sui dischi in metallo alle pareti ottenendo riflessi dorati su botti e pavimento.
Il risultato è un’esperienza immersiva dove la luce non serve solo a vedere, ma a sentire: un luogo dove l’architettura diventa silenzio per lasciare spazio all’emozione del vino che matura.
Le aree attorno alla Barricaia sono fatte di calce, legno e materia concreta e grezza, una semplicità che riposta alle origini.
I grandi portoni sono certamente protagonisti assoluti, tutelando il delicato sistema di temperature tra interno ed esterno giocano egregiamente la loro partita per forma ed eleganza.




















